Ilaria Salis e Mimmo Lucano, i due miti della sinistra attivista e movimentista italiana, si erano imbarcati a Malpensa con destinazione Cuba per dare manforte al governo dell’isola minacciato dalle pretese strozzine dell’U.S.A. (leggi: Donald Trump). Senonché, non erano al corrente degli ultimi avvenimenti nell’isola caraibica.
La gente stanca del degrado sociale e delle privazioni in cui la loro terra è da tempo immersa per la politica comunista della famiglia Castro, comincia a far sentire la sua voce ribelle. E da una parte dell’isola sorgono comitati spontanei che assaltano i depositi di cibarie governative; da un’altra parte vengono incendiati i distretti di polizia. A Cuba stessa è stato applicato il coprifuoco con lo scopo di prevenire rivolte notturne.
Proprio quando l’aereo dei nostri eroi – Salis e Lucano – è atterrato all’aeroporto, un gruppo antiregime ne aveva preso momentaneo possesso. Quanto è bastato per far prigionieri i due rappresentanti della sinistra più a sinistra, comunemente etichettata vetero-comunista.
Dei due idealisti fuori misura non si hanno, da ieri l’altro, notizie.
Il problema è soprattutto loro, ma le opposizioni ne fanno carico a noi, basandosi sul dovere della Patria di proteggere due italiani rappresentanti del popolo sovrano al Parlamento di Bruxelles l’una, e l’altro primo cittadino del glorioso comune di Riace.
Il solerte ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha interloquito telefonicamente con il suo omologo castrista, ma non ne è venuta una immediata soluzione, poiché i ribelli, che detengono i due italiani, non dipendono dal governo. Il quale governo era un tempo rappresentante dei ribelli, essendo poi passato al governo e diventato governativo. Mentre la nuova palma della ribellione è stata presa da altri. Più o meno questo è stato il cambio dei ruoli nell’isola e, pertanto, l’unica speranza che resta di poter riabbracciare i due missionari è quella di ottenerne la liberazione dandogli in cambio altri due nomi di peso (nomi cui dovrebbero corrispondere persone in carne e ossa).
Ma chi usare come compenso? Qui il governo italiano, notoriamente fascioleghista, avrebbe pensato di spedire Elly Schlein e Giuseppe Conte, che effettivamente rompono le scatole a tutti.
Chiesta, democraticamente, la loro disponibilità, si sono sentiti rispondere un secco No, nemmeno fossimo già dentro la cabina elettorale del referendum.
Non si sa più, a questo punto, come liberare i due navigatori atlantici. Ma ci si sta facendo l’abitudine alla loro assenza e, anzi, qualcuno ha notato che la loro assenza rende meno confusa la politica e, in fondo, è auspicabile. Che stiano, quindi, a lungo e in buona salute all’Avana.