L’incontro tra Edmondo Cirielli, viceministro degli Esteri in quota Fratelli d’Italia, e l’ambasciatore russo Aleksej Vladimirovič Paramonov, la feluca di Putin e Lavrov a Roma ha suscitato nelle opposizioni un mare di critiche. La sinistra accusa il governo di essere double face: apertamente contro la politica aggressiva della Russia e segretamente in amichevoli rapporti. Non c’è , fra le persone serie, chi non veda la pretestuosità delle critiche al viceministro, che non ha fatto altro che ricevere il rappresentante russo dietro sua richiesta e l’incontro è stato alla presenza di funzionari italiani che hanno verbalizzato.
Nonostante la strumentalità delle critiche, le opposizioni, come d’uso, hanno chiesto le dimissioni di Cirielli. Questa richiesta si somma a tutte le altre richieste di dimissioni rivolte alla , premier, ai ministri di questo governo, ai suoi alti funzionari, ai suoi parlamentari e a chi ne ha, più ne metta.
Se a ogni richiesta di dimissioni gli interessati dovessero davvero dimettersi si realizzerebbero crisi governative e vuoti di poteri e funzioni da far crollare la struttura dello Stato. Difatti non si dimette nessuno.