In un raro confronto televisivo abbastanza obiettivo tra tre famosi giornalisti, sul sito del corriere.it, Massimo Franco, Antonio Polito e il direttore Luciano Fontana hanno spiegato le ragioni del sì e del no al referendum sulla giustizia.
Il primo ha evidenziato che il sorteggio per l’elezione dei togati nel CSM risponde al criterio grillino dell’uno vale uno e non può essere accettato in questo particolare campo. Come non sarebbe lo stesso, per un malato, farsi operare da un chirurgo scelto a sorte invece che da un altro di sua fiducia.
Antonio Polito, invece, si è chiesto quale sia il danno minore, tra il sorteggio dei magistrati e l’attuale politicizzazione, dannosa ed eccessiva, del CSM.
Secondo il giornalista, facendo un confronto, il danno della politicizzazione sembra maggiore di quello paventato per il sorteggio.
Anche Luciano Fontana ha accettato, concludendo il dibattito, la tesi di Polito e, in più, ha aggiunto che la riforma, con la separazione delle carriere dei magistrati, è stata sempre nei programmi della sinistra, che adesso invece la respinge.