Non passa giorno senza che vengano richiamati i morti. Sulla Costituzione, sulla giustizia, sulla magistratura, sull’esecutivo è tutta una ridda di riferimenti a defunti eccellenti, che avrebbero dato manforte, secondo gli attuali propagandisti del Sì e del No, se fossero ancora vivi, alle loro rispettive tesi. Senonché non è sicuro che possano essere ancora vivi, perché uno che è deceduto già anziano negli anni Cinquanta, adesso dovrebbe avere, per testimoniare da vivo, centocinquant’anni.
Non solo si evoca da parte dei pubblicitari: “Oh, se fosse ancora vivo! quanta forza potrebbe dare alle nostre tesi!”, ma anche si racconta che certi nobili defunti si stanno rivoltando nella tomba nel sentire le ragioni del Sì, per alcuni, e del No, per gli altri.
Queste giornaliere evocazioni degli spiriti illustri della Repubblica, unitamente alla constatazione che si rivolterebbero nella tomba, un certo effetto lo stanno facendo nei cimiteri più accreditati: parlo del Monumentale di Milano o di quello storico di Pisa, nel Campo dei Miracoli.
Poiché non tutto si riduce a carne e ossa, ma le aspirazioni umane e l’infinito amore possono fare miracoli che la scienza non riesce a spiegare, i nobili giuristi nelle casse da morto vibrano e si rivoltano creando, per l’intensità dei movimenti e per la grandezza dell’illustre costituzionalista, movimenti sussultori che si trasferiscono come onde per centinaia di metri. Come onde di terremoto investono chilometri quadrati nei cimiteri più grandi e più onorati dalle celebrità. E capita che le tombe oscure dei comuni defunti, dentro loculi non antisismici, vengano investite e dirupate come fuscelli al vento della Storia e della Politica.
Un nuovo capitolo di spesa, nelle città maggiori, deve essere istituito nei bilanci, con il titolo: riparazioni urgenti di parti cimiteriali abbattute dal referendum. Fra tutti gli altri problemi, questo ha pure la sua importanza.