Le votazioni dannose

Se non fosse per la necessità, imposta dalla legge, di convocare le elezioni amministrative ogni cinque anni, a Marsala si potrebbe fare a meno di rinnovare gli amministratori comunali, sindaco incluso.

I dirigenti, i responsabili dei servizi, gli operai, questi resterebbero in servizio fino alla pensione e, se necessario, si potrebbe procedere a nuove assunzioni a mano a mano che i più anziani vadano in pensione. Restando alla guida della città solo i dirigenti, coordinati dal commissario straordinario inviato dalla Regione, si potrebbe avere, anzi sicuramente si avrebbe, una migliore manutenzione dell’esistente e maggior cura dell’ordinaria amministrazione pubblica. Difficilmente al commissario verrebbe in mente di proporre progetti grandiosi. Si sa che i commissari vengono mandati nei comuni per l’ordinaria amministrazione. Né si può pensare che i dirigenti comunali vogliano sobbarcarsi lavori nuovi, oltre quelli strettamente necessari.

Con quest’andazzo le casse comunali si rimpinguerebbero, sia per i minori investimenti, sia per le minori spese pazze degli amministratori elettivi. Per esempio, non si farebbero opere “provvisorie”, come il Giardino di Giulia, costate, tra realizzazione e smontaggio, un sacco di soldi. Nemmeno si penserebbe di fare le inutili piste ciclabili di cui i vecchi amministratori hanno intasato le già asfittiche vie. E nemmeno il commissario penserebbe di fare un nuovo teatro, quando è noto che il Comune non riesce a gestire il vecchio Teatro Comunale e nemmeno ha il personale per aprire il Museo degli Arazzi.

Marsala potrebbe benissimo vivere senza rinnovo degli amministratori comunali per almeno un lustro. Dopo, si potrebbe tentare di eleggere nuovi amministratori, sperando che siano migliori dei vecchi, essendo passati quindici anni e venuti su i giovani, speranza del nostro futuro.

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