I cani al Comune

L’area di sgambamento-cani sta creando nuovi problemi in città. Il progetto risale a qualche anno fa e viene definito dagli analisti politici locali il primo esempio di intervento sul territorio di questa amministrazione. Il completamento dell’opera e la sua inaugurazione dovrebbero costituire la ciliegina sulla torta di cinque anni di lavoro amministrativo.

Senonché, sembra che la realizzazione possa essere bloccata proprio in prossimità dell’arrivo. Stanno pervenendo al Comune, alla Soprintendenza al Paesaggio e alla Regione numerosi esposti dei cittadini residenti di fianco all’area destinata ai cani. Sono indicati negli esposti i motivi, soprattutto igienici, che dovrebbero far desistere dal portarla a compimento.

Quel che è nuovo non sono le trappole burocratiche da superare, ma le stesse intenzioni canine, che si fanno pure sentire.

Già da alcuni mesi si è notaato in città un aumento dei bau bau e dei latrati nelle ore più sensibili: in piena notte o in piena ora post prandium di siesta. Per questo motivo gruppi di cittadini sono andati a protestare al Comune. E non solo loro. Anche un gruppo di cani è stato visto avviarsi per via Garibaldi verso il Quartiere, dove ha sede il sindaco.

Alla portineria del palazzo comunale hanno chiesto al capo delegazione – un cane di mannara di grandi dimensioni – con chi volessero parlare. Alla risposta: “Con il sindaco”, li hanno fatti salire per l’ampia scalinata. Altre volte avevano dato il passo a facce umane di energumeni. Non era il caso di sottilizzare sulla specie.

Al sindaco, assistito dal segretario comunale verbalizzante, il capo branco ha chiesto di destinare un luogo più idoneo, più salubre e più esteso per il loro divertissement, indicando il Salato o le sciare.

Mentre il dialogo avveniva tra capo di amministrazione e delegato canino, gli altri animali diffondevano per l’ambiente i loro odori e i loro parassiti, che sono arrivati sul corpo dei due umani. Il sindaco sentiva un leggero prurito al naso e continuava ad annuire come se fosse d’accordo; era invece un movimento di fastidio.

Vedendo annuire il primo cittadino, la missione canina si è dichiarata soddisfatta e, dopo alcuni grugniti di ringraziamento, ha salutato cameratescamente e si è allontanata.

  1. Avatar antonella agate
    antonella agate

    Bell’ articolo!

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Le votazioni dannose

Se non fosse per la necessità, imposta dalla legge, di convocare le elezioni amministrative ogni cinque anni, a Marsala si potrebbe fare a meno di rinnovare gli amministratori comunali, sindaco incluso.

I dirigenti, i responsabili dei servizi, gli operai, questi resterebbero in servizio fino alla pensione e, se necessario, si potrebbe procedere a nuove assunzioni a mano a mano che i più anziani vadano in pensione. Restando alla guida della città solo i dirigenti, coordinati dal commissario straordinario inviato dalla Regione, si potrebbe avere, anzi sicuramente si avrebbe, una migliore manutenzione dell’esistente e maggior cura dell’ordinaria amministrazione pubblica. Difficilmente al commissario verrebbe in mente di proporre progetti grandiosi. Si sa che i commissari vengono mandati nei comuni per l’ordinaria amministrazione. Né si può pensare che i dirigenti comunali vogliano sobbarcarsi lavori nuovi, oltre quelli strettamente necessari.

Con quest’andazzo le casse comunali si rimpinguerebbero, sia per i minori investimenti, sia per le minori spese pazze degli amministratori elettivi. Per esempio, non si farebbero opere “provvisorie”, come il Giardino di Giulia, costate, tra realizzazione e smontaggio, un sacco di soldi. Nemmeno si penserebbe di fare le inutili piste ciclabili di cui i vecchi amministratori hanno intasato le già asfittiche vie. E nemmeno il commissario penserebbe di fare un nuovo teatro, quando è noto che il Comune non riesce a gestire il vecchio Teatro Comunale e nemmeno ha il personale per aprire il Museo degli Arazzi.

Marsala potrebbe benissimo vivere senza rinnovo degli amministratori comunali per almeno un lustro. Dopo, si potrebbe tentare di eleggere nuovi amministratori, sperando che siano migliori dei vecchi, essendo passati quindici anni e venuti su i giovani, speranza del nostro futuro.