Ilaria Salis europarlamentare a letto

Sono finiti i tempi di quando Ilaria Salis era una comune cittadina, combattente antifascista e sfascista nelle pubbliche manifestazioni. Allora poteva camuffarsi e, se le andava bene, non veniva riconosciuta dalle forze dell’ordine.

Poi è successo che è stata incarcerata in Ungheria ed è stata liberata per essere stata eletta al Parlamento europeo. La sua notorietà è diventata enorme ed è rimasta anche schedata nei registri delle polizie europee.

La sua possibile clandestinità è finita e ogni suo movimento è seguito dalle forze dell’ordine. Le polizie dell’UE hanno una rete comune per segnalarsi vicendevolmente gli spostamenti delle persone ritenute pericolose per l’ordine pubblico. Anche se sono state elette parlamentari, ciò non le cancella dai registri e, pertanto, quando ha preso alloggio a Roma, i poliziotti sono andati a controllare se avesse con sé quei soliti strumenti di difesa e offesa che costituivano il suo bagaglio preferito.

A Roma, sul tardi della mattinata, era prevista una manifestazione antifascista internazionale.

Un normale controllo di polizia ha fatto gridare allo scandalo. Gli onorevoli Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli hanno dichiarato che così si violano i sacrosanti diritti alla privacy, stabiliti dai padri costituenti. «Bisogna pensarci due volte – hanno continuato – prima di bussare alla camera di albergo dove una rappresentante del popolo dorme ancora con il suo assistente politico e personale».

Sembra, in effetti, a molti eccessivo che una giovane donna, all’inizio della maturità, non possa più esercitare tranquillamente la propria vita privata senza essere esposta al pubblico ludibrio. I giornali di destra, invece di dar conto della sua intenzione di partecipare alla manifestazione, hanno sfornato paginate sulla sua relazione intima.

Gli onorevoli Fratoianni e Bonelli hanno chiesto al ministro dell’Interno di recarsi in Parlamento a riferire e chiarire.

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