
A Marsala è arrivata la Settimana Europea della Mobilità. Dal 16 al 22 settembre si viaggia gratuitamente sugli autobus comunali. Sette giorni senza biglietto: un invito a lasciare l’automobile a casa.
L’automobile, naturalmente, è invitata a non offendersi. Ha già dovuto fare i conti con le lunghe piste ciclabili, nate per dare spazio alle biciclette, migliorare la circolazione e rendere più respirabile l’aria cittadina.
Solo che le biciclette non sono diventate le padrone delle strade marsalesi. Le piste, salvo qualche eccezione, offrono spesso al passante lo spettacolo del deserto.
Buona parte dei percorsi sembra essere stata abbandonata due volte: prima dai ciclisti e poi dal Comune. Detriti e cordoli divelti hanno preso il posto delle biciclette. Almeno loro non hanno bisogno di piste sicure.
Sul lungomare, vicino al porto, un tratto di pista ciclabile ha addirittura lasciato il posto al parcheggio delle automobili.
È stato un interessante esperimento di mobilità reversibile: prima si toglie spazio alle auto per darlo alle biciclette, poi si toglie spazio alle biciclette per restituirlo alle auto. Tutto si muove. Tranne, possibilmente, il traffico.
Adesso arrivano gli autobus gratuiti. Per una settimana, però. Poi il biglietto tornerà. Perché una cosa è regalare sette giorni di viaggio, un’altra è regalare il viaggio per tutta la vita. A meno che il Comune non abbia scoperto una miniera d’oro sotto il Palazzo municipale.
E intanto le automobili continuano a chiedere parcheggi, le piste ciclabili aspettano le biciclette, e passeggeri aspettano gli autobus.
Sembra quasi un nuovo gioco di società: il Gioco della Mobilità.
Si tira il dado e si avanza di sette caselle, tante quanti sono i giorni di autobus gratuito. Se si incontra una pista ciclabile, si lascia la macchina e si prende la bicicletta. Se la pista è impraticabile si resta fermi un turno. Se si finisce in un parcheggio, si torna alla macchina.
Il gioco finisce il 22 settembre. Il traffico, invece, continua.
La mobilità sostenibile richiede anni di programmazione, collegamenti efficienti, parcheggi e piste ciclabili razionali, non costruite perché “l’UE ha dato i soldi”.
Intanto, per una settimana, possiamo divertirci con la mobilità gratuita.
E se il 23 settembre le automobili saranno ancora incolonnate, i parcheggi introvabili e le piste ciclabili deserte, pazienza.
Si ripone il gioco nella scatola, aspettando la prossima Settimana Europea della Mobilità.
L’importante è non perdere il dado e la voglia di sorridere.