Le mancuspie di Cortàzar e il diritto all’enigma

close up shot of a mongoose
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Tra i racconti di Julio Cortázar, quello dedicato all’allevamento delle mancuspie rappresenta uno degli esempi più radicali della sua poetica dell’enigma. La trama è essenziale. Esiste un allevamento di misteriosi animali chiamati mancuspie, ma il lettore non arriva mai a sapere veramente che cosa siano. Hanno il pelo, devono essere tosati, si ammalano, si riproducono, soffrono la fame, arrivano perfino a sbranarsi tra loro. Gli allevatori vivono accanto agli animali, quasi isolati dal resto del mondo, e anch’essi appaiono creature singolari, tanto da essere identificati più dalle loro malattie e dalle medicine che assumono che dai loro nomi.

Il racconto procede così, accumulando dettagli concreti ma senza concedere mai l’elemento decisivo che permetta di dare un senso. Non c’è una spiegazione finale, non c’è una rivelazione, non esiste una chiave di lettura esplicita. Quando si arriva all’ultima parola, il lettore sa esattamente quanto sapeva all’inizio: ha visto una vicenda inquietante, ma continua a ignorarne il significato.

È proprio qui che il racconto comincia una seconda vita. Entrano in scena i critici, e da quella trama scarna, bizzarra e drammatica nascono interpretazioni che possono riguardare qualsiasi aspetto dell’esistenza: la società contemporanea, l’alienazione, il potere, la burocrazia, la malattia, la condizione umana, perfino il destino dell’universo. Nessuna di queste letture è imposta dal testo; tutte possono essere sostenute con maggiore o minore convinzione.

Cartàzar ha costruito un racconto che rifiuta deliberatamente di esaurirsi in una spiegazione. L’opera conserva il diritto di restare enigmatica. Le interpretazioni possono arricchirla, ma non sostituirla.

È una lezione che vale ben oltre questo racconto. Una parte della grande letteratura non nasce per offrire risposte, ma per creare domande. E forse la ricchezza di certe opere consiste proprio nel fatto che, terminate le pagine, il lettore continua a interrogarsi sul senso di quanto ha letto.

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