
Il sindaco, Massimo Grillo, si apprestava a rientrare a casa, di sera tardi, dopo una delle tante riunioni che in questo periodo fa con i fedeli sostenitori, finalizzate a mettere a punto la campagna elettorale della rielezione, probabile, sperata, dubbia. Benché sia una giovanile persona matura, forse la stanchezza gli ha fatto mettere la punta del piede dentro un manico di anfora, che leggermente si sollevava dal terreno, nel parcheggio di Porta Nuova, che è stato realizzato, incredibilmente, sopra uno strato di reperti archeologici risalenti a diverse civiltà: punica, romana e bizantina.
Il piede ammanicato, lui è caduto lungo steso, riportando una lesione alla tibia destra. È stato necessario portarlo con l’ambulanza all’ospedale Falcone e Borsellino, dove lui stesso ha chiesto di chiamare i carabinieri, pensando all’opportunità di un verbale della Benemerita da presentare al comune con la richiesta di risarcimento danni materiali e morali.
Non si capisce cosa c’entrino i danni morali, ma qualcuno sostiene che il sindaco, ritenuto di superiore moralità, ha diritto pure a quelli.
I carabinieri hanno preso appunti e, dopo qualche giorno, avendo redatto il migliore verbale del mondo per le finalità del sindaco, sono andati a casa sua per farglielo sottoscrivere.
A questo proposito conviene precisare, a scanso di equivoci, che, se uno ha un incidente non pensi che i carabinieri vengano a trovarlo al suo domicilio per fargli firmare le carte. No, se si tratta di comuni cittadini sono convocati d’urgenza in caserma, anche se ancora sono zoppicanti e fasciati di bende. Ma questo era il sindaco! E non insisterò più su questo punto.
Andati a casa del primo cittadino, sono saliti per l’ampia scala fiancheggiata di tante anfore antiche. Sul momento non ci hanno fatto caso, ma avendo fatto firmare le carte, quando sono scesi hanno di nuovo sfiorato le anfore ritte sui trespoli. Stavolta si sono fermati per ammirare la collezione, che gli è sembrata simile a quel carico di anfore antiche rubate l’anno precedente e da loro intercettate con una brillante operazione. La compagnia ha avuto un encomio solenne al valore civile.
Le leggi di questo paese prevedono che per due encomi i commilitoni possono avere uno scatto di stipendio. Praticamente prendi due e paghi uno, ma va bene lo stesso, pensavano i militi mentre scendevano la scala. Fatto l’ultimo gradino, con simmetria militare sono risaliti dal sindaco per chiedergli come mai aveva lungo la scala tante anfore antiche e di mostrargli il titolo di proprietà.
Stavolta i militari hanno mostrato un atteggiamento diverso da quello prima usato. Passando dalla deferenza di prima a precise richieste di informazioni, hanno messo a disagio il primo cittadino, che non ha saputo dire altro: “Cosa volete, mio padre l’onorevole era molto amato e a volte gli facevano regali”.
“Ah, — ha osservato il maresciallo – quindi suo padre riceveva pezzi archeologici senza chiederne la provenienza? Ed era pure onorevole!”.
Il verbale stavolta è stato compilato con severità oggettiva e un’intimazione di sequestro provvisorio è stata consegnata al sindaco trasecolato: “Sequestro di dodici anfore millenarie. Seguirà ulteriore provvedimento giudiziario”.
La sera stessa i carabinieri hanno consegnato alla procura della Repubblica gli atti con le foto allegate. È stato aperto un fascicolo a nome di Massimo Grillo sindaco, “per violazione degli obblighi di denuncia di materiale di rilevanza archeologica e presunta ricettazione”.
La situazione del sindaco si è aggravata due giorni dopo, quando la notizia è stata diffusa dai giornali locali. Gli avversari politici hanno preso la palla al balzo per affossare il programma elettorale del capo dell’amministrazione uscente e di nuovo candidato alle prossime elezioni. Nel suo programma, al capitolo sei, c’è scritto che se sarà eletto valorizzerà il Museo Archeologico e il Parco. Nel consiglio comunale di ieri sera, a inizio seduta, è stata chiesta una inversione dell’ordine del giorno. Si doveva parlare del bilancio e si è invece iniziato con il patrimonio archeologico marsalese. Il capo del fronte avversario ha fatto mettere a verbale dal segretario generale che “non è mai successo che un sindaco che vuole valorizzare un museo tenga a casa senza titolo le anfore che dovrebbero stare esposte al museo stesso”. “Valorizza o deruba”, è stata la stilettata finale.
Si prevede per domani una doppia presa di posizione dei grillini da un lato e dei loro oppositori dall’altro. Il punto che stanotte sarà approfondito dai due schieramenti in riunioni segrete, è lo stesso per entrambi: le anfore lilybetane, storia, importanza, traffico illecito.
Per evitare che l’argomento, molto redditizio per gli oppositori, possa continuare a danneggiare la figura del candidato, lui stesso ha suggerito di far togliere dal programma elettorale il capitolo della valorizzazione del patrimonio archeologico.
Poche ore dopo sono usciti i giornali. I titoli dei quattro giornali maggiori sono: 1. “Straordinaria scoperta archeologica sulle scale del sindaco”; 2. “Le anfore irrompono nella campagna elettorale”; “La maledizione delle anfore antiche”; “Il sindaco accusato di ricettazione”.