La neo-vecchia sindaca di Marsala va a Palermo

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Sembra che ci sia una maledizione sui mandati di sindaca di Marsala per Giulia Adamo. Sui libri di storia locale si può sapere come è finita la prima sua sindacatura una dozzina di anni fa. Mentre era avviata allo sprint finale, verso la metà della carica, una inopportuna sentenza di tribunale l’ha fatta sospendere dal prefetto e l’ha fatta dimettere.

Tutti riconosciamo che non fu una gran cosa la causa della sospensione e delle dimissioni: pochi regali acquistati per gli amici con fondi regionali, secondo le accuse. Eppure, per una sciocchezza del genere, è stata privata della possibilità di dimostrare quel che avrebbe fatto per far crescere la città.

Persona molto determinata, l’ex sindaca di due anni, nel 2026 ci ha ritentato ed è stata di nuovo eletta prima cittadina. Si trattava, a questo punto, di rimettere mano, con la sua concretezza e decisione, alle pratiche lasciate in sospeso e chiuse nei cassetti delle successive amministrazioni.

Uno soprattutto fu, durante la sua precedente sindacatura, il progetto magnifico non realizzato: il nuovo porto. Che costituisce tuttora una vera necessità e chance per la città. Quindi, quest’anno, subito dopo il nuovo insediamento, riprendendo in mano quel progetto è partita per l’assessorato regionale competente per farlo rifinanziare. Ma non è stato facile ottenere la nuova approvazione, trattandosi di una cinquantina di milioni che non sono bazzecole.

Ma Giulia Adamo è persona concreta e determinata come altri mai. Si è trasferita a Palermo in un albergo vicino all’assessorato e ogni mattina di agosto è salita per quelle scale e quegli ascensori con lo scopo di andare a perorare la causa sua e della comunità rappresentata. Dopo alcuni giorni di visite a vuoto di corridoi e uffici, i pochi funzionari che non erano in ferie hanno messo degli uscieri all’ingresso del palazzo per essere subito avvisati dell’arrivo della sindaca. In tal modo, avutane notizia, avrebbero chiuso a chiave gli uffici dall’interno, come fossero in ferie senza esserlo.

La determinazione e la concretezza della sindaca hanno mostrato la sua capacità di “rottura” del muro di gomma e il pomeriggio del primo settembre scorso, invece di tornarsene al solito in albergo con le pive nel sacco, ha fatto sistemare dal suo seguito il sacco a pelo per il pernottamento nel corridoio tra l’ingresso della stanza dell’assessore e quello del suo segretario particolare. Non si era mai vista una cosa simile e l’assessore e il segretario particolare non sono sono più usciti, per non essere bloccati da lei. E se volevano uscire dovevano essere calati dalle finestre e pure dalle finestre dovevano rientrare al lavoro.

L’incresciosa situazione è durata quasi una settimana, in una specie di gioco o tenzone di gatta (lei) con i topi (l’assessore e il suo segretario). I due assediati, non potendone più, hanno denunziato la sindaca per stalking.

L’importanza dei firmatari della denuncia e la grave accusa formulata hanno permesso alle forze dell’ordine di sfrattare l’abusiva “inquilina del corridoio” – come è stata definita sulla prima pagina del Giornale di Sicilia –. La procura ha aperto un fascicolo a carico della presunta “persecutrice”. Le indagini continuano.

Il caso è complicato. Se si dovesse arrivare al rinvio a giudizio, si potrebbe anche arrivare a una pesante condanna, che di nuovo impedirebbe alla sindaca la prosecuzione del suo mandato. Più o meno come avvenne l’altra volta con le sue dimissioni.

La Sibilla Lilybetana è stata interrogata dal segretario generale del comune che avrebbe voluto capire quel che sarebbe potuto succedere. L’antica maga ha rilasciato il seguente biglietto: “Se il reato di stalking sarà dai giudici esteso a comportamenti ossessivi anche non sessuali – data anche la non più giovane età della protagonista – la sindaca potrà essere sospesa”. Al solito, come ormai avviene da oltre duemila anni, i responsi della Sibilla dicono e non dicono, mettendo tante condizioni che lasciano aperta ogni porta a tutte le possibilità.

Al momento in cui scriviamo, 17 ottobre 2026, non si sa se di nuovo il destino baro impedirà alla marsalese di ferro di ottenere il finanziamento del porto.

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