La Venere Callipigia-candidata

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In un’assolata giornata primaverile, dentro il Parco Archeologico di Marsala, si è materializzata una figura, che, in un primo momento, è apparsa ai frastornati operai come una statua ma leggera che aleggiava a un metro da terra. Stropicciati gli occhi, per vederci meglio, i quattro hanno visto che l’apparizione procedeva dalla corte del Baglio, per l’uscita posteriore, verso il decumano massimo. Lungo il vialetto che la sequela dei direttori del parco, aggiungendo sforzi a tentativi, era riuscita a realizzare – unica opera nuova, essendo il decumano vetusto di 2400 anni –, gli operai si sono avviati curiosi dietro l’apparizione, lasciando i posti al fresco dove fino all’ora di chiusura sarebbero rimasti. E hanno assistito a una metamorfosi della favolosa apparizione. Da quasi statua in movimento, simile alla Venere Callipigia del museo, a mano a mano, anzi a piede a piede che procedeva, andava coprendosi con vestimenti leggeri e colorati di fattura contemporanea: jeans aderenti sulle gambe, parzialmente coperti a fior di natiche da una giacca rosso melograno sopra una candida camicetta di seta, al collo un foulard di Marinella. Nel trapasso dal bianco marmoreo della statua ai colori vivaci sul corpo, anche il suo viso, per quel che si poteva vedere, sembrava cambiare fisionomia e passare dai lineamenti severi e senza tempo di tutte le statue all’empatia amichevole di donna in carne e ossa. I suoi capelli, dapprima attaccati in blocco duro al capo, al collo e alle spalle, come in tutte le Veneri Callipigie, diventarono a poco a poco biondi e leggermente radi per l’età non più primaverile della donna.

Interrogati la sera dai carabinieri, gli operai hanno testimoniato che la figura prese, prima di arrivare alla tangente del Decumano, l’aspetto verisimile della candidata sindaca Giulia Adamo. Intanto, nell’ultimo tratto del percorso, era scesa al livello della terra, procedendo sinuosa ma ormai poggiando i piedi calzati di ballerine.

Scambiandosi sottovoce opinioni, i quattro dipendenti regionali concordarono che la confusa apparizione si era trasformata nella candidata sindaca vera e propria. Parlava intanto, come declamasse.

Stimolati dalle accorte domande del tenente, i testimoni hanno riferito quel che diceva. Parlava del Parco e auspicava una gestione diversa da come finora era avvenuta. Secondo lei, la recinzione fatta installare dalla Soprintendenza non andava bene e avrebbe dovuto essere tolta. Anzi, lei sindaca l’avrebbe senz’altro fatta togliere. Quell’estesa estensione di terra archeologica non poteva essere abbandonata a sé stessa. Tolta la recinzione, – continuava declamando, senza badare a chi curioso la seguiva e ascoltava — ampi parcheggi avrebbero potuto ospitare i pullman e i mezzi dei turisti che sarebbero venuti a immergersi nei prati di margherite e papaveri. Appositi agresti barbecue sarebbero stati costruiti in diversi posti, in modo da permettere arrosti di carni e pesci per la gioia delle famiglie al completo di bambini e anziani.

“Eravamo ai barbecue — hanno continuato a deporre i testimoni – quando la concretezza della candidata si è come dissolta, in procedimento inverso a come era prima mutata. Ha cominciato col perdere i capi di abbigliamento esterni, subito dopo quelli di sotto fino a tornare simile a statua. Passando di fianco agli allucinati spettatori, la donna-statua s’è avviata di nuovo alla sala e alla postazione della Venere Callipigia, da dove si era staccata.

Domani dovrebbe arrivare in città il generale comandante dell’Arma per leggere le carte e sentire. Con lui verranno esperti e consulenti di diverse branche scientifiche per l’accertamento della verità. Qualcuno ha avanzato il dubbio che il racconto degli operai sia stato prodotto da una concomitanza di fatti: la giornata e l’ora particolarmente assolate; i bicchieri di marsala che avevano bevuto tra una dormitina e una partita a tresette, come abitualmente fanno, e l’intensa propaganda elettorale, di cui il parco archeologico è parte non minore.

Si può stare comunque tranquilli che la Venere con le sue belle natiche è tornata in posizione sul suo basamento, ammesso e non concesso che se ne fosse mai allontanata.

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