Il fatto di cronaca che sta dividendo la cittadina di Marsala, tra l’altro abituata a fatti ben più gravi senza tanto interessamento cittadino, è stato che l’autista di un autobus ha schiaffeggiato un ragazzo. Il giovane, a quando sembra, faceva perdere tempo nel suo atteggiamento dilatorio tra le mosse per salire e l’aspirazione della sigaretta. L’autista l’avrebbe rimproverato e schiaffeggiato. “E porta a casa!”, gli avrebbe anche detto, ma non è sicuro. Di sicuro, se così si può chiamare, c’è una ripresa confusa di telefonino e un audio da decifrare precisamente. A questo si stanno dedicando le forze dell’ordine, in particolare modo le guardie municipali, che non gli sembra vero di potere esaminare casi di ultima tecnologia.
Comunque, male che vada, sempre di rimproveri anche aspri e di uno o due schiaffi di un adulto a un giovane che fa perdere la pazienza, si tratterebbe. Senonché la cosa, che poteva chiudersi, sta invece lievitando. In città sono specialisti nel gonfiare le cose insignificanti e sgonfiare, rendendole invisibili, le cose importanti.
Il vicesindaco ha istituito una commissione di indagine e ha mandato un ispettore a verificare sul bus come si sono svolti i fatti, delegandolo alle più ampie facoltà, come il ministro Nordio ha delegato il Tribunale di Milano di fare ogni accertamento sulla condotta della Minetti, Nicole di nome, anche fuori d’Italia e dal letto coniugale.
Forte della delega, l’ispettore comunale ieri mattina è salito sul bus come un normale passeggero, camuffato con barba posticcia. Non per questo non è stato riconosciuto dall’autista, che ha capito che aveva a bordo lo “spione”. L’irritazione dell’autista si è trasformata in una richiesta diretta a tutti i passeggeri: “Chi ha la barba posticcia è pregato di scendere perché persona non gradita”. La risposta del “posticciato” è stata secca e forte: “Lei guidi, che alla mia barba ci penso io”. Sentendo, il guidatore si è ancor più innervosito e ha deciso di non iniziare la corsa, spiegando: “E io non parto”.
Da domanda a risposta e da risposta a domanda, i due, perdendo ogni controllo, sono finiti alle mani. Il mezzo non è partito, la barba posticcia è rimasta sul corridoio dell’autobus, i due contendenti sono stati trasportati al pronto soccorso. Per fortuna, ne hanno solo per una decina di giorni. Dopo, potranno riprendere a litigare.
Il ragazzo inizialmente schiaffeggiato ha approfittato del non avvio della corsa per fumarsi tranquillamente la sigaretta che il giorno prima aveva dovuto quasi ingoiare per gli schiaffi.