
Ho cercato alcuni giorni fa un paio di occhiali da sole con certe caratteristiche. L’ho trovato e sono stato inserito, mio malgrado e inaspettatamente, nell’affaire Ranucci- Lavitola, che è scoppiato negli stessi giorni della mia ricerca di occhiali.
La questione Ranucci- Lavitola la conoscete, volenti o nolenti. Da quando è apparsa la notizia della perquisizione a casa di Lavitola, quale presunto mandante – secondo Procura – dell’attentato al conduttore di Report, non si fa altro che parlare del caso. Lo stesso conduttore è rimasto esterrefatto e ha dichiarato che non gli sembra possibile, dato i cordiali, fraterni, familiari rapporti con il presunto attentatore, che gestisce un ristorante di pesce, dove la vittima si reca frequentemente.
A parte poche eccezioni, gli opinionisti e la stampa, persino di sinistra, sono rimasti costernati e increduli di come il re dei reporter d’assalto possa essere assiduo e sodale di Lavitola, che ha un curriculum penale di tutto rispetto. Se questa fraterna vicinanza fosse stata tra Lavitola e un conservatore, Dio ne scampi cosa avrebbe detto la sinistra del “noi siamo diversi!”. Invece, solo a carte inopinatamente scoperte, anche la sinistra è rimasta, come dire? impacciata e ammutolita. Addirittura si può ipotizzare che l’attentato al caro amico sia stato organizzato per creargli le condizioni favorevoli alla beatificazione, per portarlo al successo come leader della sinistra.
Se così stanno le cose – ogni giorno, anzi due volte al giorno si apprendono nuove sconcertanti dichiarazioni e ipotesi – verrebbe da dire che Ranucci, che vede di regola il marcio solo a destra, potrebbe guardare anche a sinistra o addirittura intra moenia per trovarne di brutto.
A questo punto gli algoritmi della rete inseriscono me stesso e la mia ricerca di occhiali nella vicenda nazionale. Sotto l’ultimo resoconto pomeridiano della vicenda sono apparsi due tipi di occhiali, quelli che ho cercato quando il caso nazionale è scoppiato. Il web, la rete, gli algoritmi, le piattaforme hanno mescolato tutto e hanno concluso, senza sbagliare, che un paio di occhiali sono necessari non solo a me, che li ho cercati, ma a Ranucci per vederci meglio e non cercare la pagliuzza nell’occhio degli avversari, ma fare attenzione alla trave nel proprio occhio.