
La precedente amministrazione comunale non aveva avuto un rapporto sempre buono con i cani. A dire il vero non aveva mai avuto ottimi rapporti con tutte le categorie di persone, animali e piante. Tanto vero che alla prova delle urne, è stata pesantemente sconfitta dall’avversaria. Naturalmente non tutti i confronti e i contrasti avuti dal sindaco con gli avversari hanno riguardato lo stesso problema. Ci sono stati i fascicoli riguardanti la pulizia della città, l’acqua corrente, l’illuminazione pubblica, la raccolta dei rifiuti e via di questo passo da servizio in servizio. C’è stato anche il fascicolo “cani”, che si è riempito di segnalazioni, sopralluoghi, referti, fotografie, passaggi in commissione, discussioni consiliari e decisioni di giunta. Alla fine, dicono gli specialisti di Tp 24, il suo peso ha avuto una misura nel risultato elettorale.
I cani, per la verità, transitavano in questa nuova amministrazione con il dente avvelenato dello sgambatoio, promesso, individuato, progettato, non realizzato. Una storia più lunga dei giri che di solito vengono fatti dagli animali sgambettando. Doveva essere realizzato, come previsto, nel tratto nord della villa di Piazza Marconi, riducendone la lunghezza di un terzo. Cominciarono presto le proteste degli ambientalisti e degli odoristi. Per chi non lo sapesse in città ci sono anche gli odoristi che vedono le cose, anche i ventilati progetti, con il naso, piuttosto che con gli occhi. Subito hanno annusato, prima ancora che si realizzasse, una puzza di escrementi di cane nel luogo dove sarebbe sorto, e poi per fortuna non sorse, lo sgambatoio.
Cosicché si decise di trasferire la nuova opera nel fanuso di Salinella, dove vanno a inserirsi e a morire i più nobili progetti. Non se ne ha più notizia, con grande disappunto dei cani. I quali ora stanno entrando in contrasto con l’amministrazione per una nuova decisione comunale che direttamente li riguarda e li lascia timorosi e perplessi. Sul marciapiede ovoidale nella ypsilon di via Sanità con via Stefano Bilardello è apparso un cartello che vieta ai cani di fare i bisogni. Finora in città si erano visti cartelli che invitavano i conducenti di animali al guinzaglio di munirsi di carta, paletta e sacchetto per ripulire il pavimento sporcato. Questo cartello, di diretto divieto ai cani di fare, è il primo a vedersi. E se l’amministrazione continuasse mettendone altri, molti altri in giro?
Un’affollata assemblea canina è stata convocata dal leader della categoria nella solita sala sottostante la sala consiliare. Dopo approfondita discussione è stato deciso di protestare altamente contro la temuta proliferazione dei cartelli di nuova prescrizione e regolarsi poi in seguito alle decisioni che saranno prese dal comune.
Sciolta la riunione, senza rilascio di comunicato stampa, nei giorni successivi proprio su quel tratto tra via Sanità e via Stefano Bilardello, su aiuole e camminamenti, le chiazze o i tronchetti di neri o marroni escrementi – a seconda della specie canina e soprattutto a seconda di quel che gli animali avevano mangiato – si sono moltiplicati, come se tutti i proprietari di cani e i cani stessi randagi si fossero dati riunione per defecare in compagnia.
La puzza enorme che saliva al cielo è stata notata subito dai residenti frontisti. Alcune famiglie si sono trasferite in campagna in anticipo. Altri capi famiglia o pater familias si sono recati a fare segnalazione all’Ufficio igiene. Che però è stato trovato chiuso, essendo andato il portiere in campagna pure lui, che risiedeva all’angolo di via Mazzini con via Sanità.
I vigili urbani prontamente al solito allertati sono corsi sul posto e non hanno potuto far altro che mettersi la mascherina per attutire la puzza, ma, non avendo calosce di servizio, si sono imbrattati di brutto scarpe e gambali. Di ritorno al Comando di Polizia hanno sporcato ingresso, corridoi e uffici prima di trovare la buona donna delle pulizie che gli ha tolto l’armamentario pedestre d’ordinanza.
Una delegazione di cani è stata convocata dal sindaco, Andreana Patti, per domani mattina alle 11. L’argomento sarà: “Regolamentazione dei ritmi intestinali dei cani”. Sembra che l’oggetto della convocazione non sia stato preso bene dai cani, che avanzano pretese libertarie di rilievo costituzionale.
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