
Nel gran numero delle parole inglesi entrate nel linguaggio italiano, da letterato mi imbatto spesso in editing e editor. Il primo termine indica il lavoro di revisione di un testo prima della pubblicazione; il secondo indica la persona che lo compie. Un tempo, diciamo nell’800, lo scrittore faceva tutto lui. Penso al maggiore romanziere italiano, Alessandro Manzoni. Scriveva il testo, lo rileggeva, anche più volte, e lo correggeva. Spesso leggeva le pagine abbozzate agli amici fidati letterati per sentirne il gradimento o ascoltarne i consigli. Ma chi lavorava sulla sua bozza era soltanto lui. Quando finalmente dopo mesi o anni si sentiva soddisfatto e voleva pubblicarlo, portava il manoscritto in tipografia, dando consigli di impaginazione e sorvegliandola spesso, se non ogni giorno. A mano a mano che i fogli uscivano dalla macchina stampatrice, l’autore li rileggeva ancora e, notati svarioni o lapsus, chiedeva che fossero ristampati eliminando gli errori.
Il romanzo alla fine pubblicato, I promessi sposi, era tutto suo a parte l’opera dello stampatore. Non esisteva l’autopubblicazione tipo Amazon.
Ma ora? Il curatore dell’opera diverso dall’autore, l’editor, mette mente e mani nel testo a lui pervenuto. Fa correzioni grammaticali, stilistiche, di struttura contenutistica e decide anche l’impaginazione. L’autore a volte è interpellato, ma talvolta non è decisivo sul lavoro dell’editor, salvo che non voglia rinunciare alla pubblicazione per mezzo della casa editrice, pagando anche compensi o sanzioni.
Il passaggio dalla bozza consegnata dall’autore all’editore comprende variazioni che mutano intere pagine o capitoli. Questa è la minestra se l’autore vuole essere pubblicato da un editore classico.
Mi è capitato di conoscere un autore che ha pubblicato un libro che si fa leggere discretamente dopo essere stato curato da un editor. Ma quell’autore, quando scrive senza l’assistenza dell’editor, vale molto di meno. Sul suo libro dovrebbe figurare, sotto il nome dell’autore, anche quello dell’editor.
Oggi, un autore che vuole fare tutto da solo può utilizzare il sistema dell’autopubblicazione, per esempio Amazon. Con questo sistema, può fare stampare il suo libro senza l’intervento di alcuno e senza spendere niente. Una volta stampato, il libro potrà essere da lui acquistato a prezzo ridotto rispetto al prezzo di copertina.
Utilizzando l’autopubblicazione, non c’è dietro una casa editrice autonoma che possa promuovere il libro. E questo è un grosso inconveniente, perché senza pubblicità editoriale non si vendono libri.
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