In un bar di piazza di Spagna si discute di letteratura e delle Lettere dal carcere di Gramsci. Viene chiesto a Panfilo Gentile, scrittore, giornalista e filosofo:
“Lei che ne pensa?”
“Non penso nulla”, risponde.
“Come nulla? Non conosce le Lettere di Gramsci? Non le ha lette?”
“Come tutti i gentiluomini, non leggo mai le lettere non indirizzate a me”.
**
Durante l’anno la provincia di Napoli ha speso 560 milioni di lire per acquisti di fuochi d’artificio. Sembra strano che la guerra sia stata persa anche per carenza di polvere da sparo.
**
Non passa settimana senza che vengano pubblicate le confessioni di Mussolini. Quasi tutte sono false, ma le pubblicazioni hanno successo. Un giornalaio stamattina gridava in piazza: “Le ultime confezioni di Mussolini!”.
**
All’Assemblea Costituente
1. L’on. Lussu ha detto che “il Senato è l’occhio destro della Nazione. Quest’occhio si è ammalato e potrebbe trasmettere il male all’altro occhio, cioè alla Camera”.
Finito l’intervento, Lussu si è seduto, si è tolto gli occhiali e ha pulito i vetri.
2. L’on. Ambrosini sosteneva il bicameralismo. L’on. Lussu lo ha interrotto per esprimere la sua contrarietà: “Che bicameralismo! Poteva andare bene ai tempi del biplano, ma oggi abbiamo il monoplano”.
Nuove ipotesi si fanno sulla struttura del Parlamento: forse avremo un Senato a quattro motori e una Camera da caccia.
3. Gli onorevoli hanno approvato quasi all’unanimità il raddoppio dei loro emolumenti: da trentamila lire al mese a sessantamila lire.
Dato che erano quasi tutti d’accordo, era inutile tirare sul prezzo.
4. Il leader dell’Uomo Qualunque ha raccontato la storiella del pappagallo. Prima della guerra civile spagnola, in una famiglia di tradizioni monarchiche un pappagallo era stato addestrato a dire: “Viva el rey!”.
Scoppiata la guerra civile, quando a casa venivano persone in odore di comunismo, il pappagallo era subito nascosto sotto le vesti della nonna. Una volta, due volte capitò la cosa, senza problemi. Ma alla terza, il pappagallo, infastidito e sfinito, fece sentire il suo grido: “Prefiero la muerte, viva el rey!”.
**
Il generale Prasca, dopo la sconfitta in Grecia, si dà al giornalismo e si interessa dei pensionati. Si può dire che il generale salta di palo in Prasca.
**
Di fronte a una folla di fedeli, San Gennaro ha fatto il miracolo: la liquefazione del sangue.
A Napoli non funziona quasi niente e gli scandali dilagano, ma il miracolo San Gennaro non può farlo mancare.
**
In Valle d’Aosta i contrabbandieri sono scesi a protestare in piazza contro le zelanti attività di controllo della Guardia di finanza. A Palermo i panificatori protestano contro i provvedimenti del governo che impongono di usare solo farina di grano per fare il pane. A Roma i tassisti sono scesi in sciopero per la pretesa delle autorità municipali di controllare i tassametri. A Napoli scenderanno in sciopero i ladri d’appartamento, ostacolati in città dal ritorno degli sfollati dopo la fine della guerra.
Tutte queste proteste danno all’estero un quadro a fosche tinte della società italiana.
**
Gli Alleati hanno messo in vendita a prezzi interessanti decine di migliaia di giarrettiere, busti elastici e reggiseni particolarmente resistenti, che usavano le truppe femminili durante l’occupazione.
**
I commentatori politici lamentano “la politica da salotto”.
Ma che male c’è? Sempre i discorsi seri sono stati affrontati nelle sale o nei salotti. Il pericolo è che si cominci a farli in cucina, o nei ripostigli o nei gabinetti.
**
Si chiede al Comune di Roma di misurare la capienza delle piazze per evitare cifre inattendibili dopo le manifestazioni.
Piazza Navona, per esempio, ha una capienza di 30.000 persone o di 150.000? Il comunicato del PCI, dopo una manifestazione, si è attenuto al giusto mezzo: 75.000 cittadini.
**
Una mattina Nenni legge sul giornale che i comunisti e i socialisti romani si sono fusi. Non avendone avuto notizia prima, telefona a Togliatti per chiedergli lumi.
“Stai tranquillo – rispose l’amico e avversario – leggi meglio. Si tratta dei partiti rumeni.”
Era così.
**
Da un manifesto elettorale: “Votate, votate per noi, ma votate!”.
**
Un nutrito gruppo di scienziati russi ha fatto sapere, su una rinomata rivista scientifica, che il telegrafo senza fili è stato inventato dal russo Popov, non da Marconi. Alla notizia, un certo disorientamento è stato registrato negli ambienti ministeriali e anche all’Accademia della Crusca. I marconigrammi inviati fin dal 1908 devono considerarsi falsi? E in futuro dovrebbero essere chiamati poponigrammi?
**
A Roma ci saranno le elezioni comunali. Data la scarsa propensione dei romani alla legalità e all’ordine, qualcuno pensa che si potrà fare a meno di avere una nuova amministrazione. Si potrà tentare quando i cittadini la meriteranno.
**
A Cardarelli, sommo poeta, fu chiesto di iscriversi al Partito Comunista. “Non mi iscrivo – rispose – perché ho più fiducia nell’atomo che nella cellula”.
**
L’on. Mazza si è dimesso dal Fronte dell’Uomo Qualunque e ha indirizzato al fondatore una lettera in cui, tra l’altro, afferma: “… io entrai in codesta sua casa [movimento dell’Uomo Qualunque] e credetti fosse la mia, fra uomini che considerai parenti consanguinei, perché le idee sono il sangue dei partiti. Oggi mi è toccato apprendere che i deputati sono dei passanti che si incontrano…”.
C’è davvero da piangere.
**
Sempre lo stesso gruppo di scienziati russi che aveva rivendicato al russo Popov l’invenzione del telegrafo senza fili, ha stavolta rivendicato a un loro collega russo, di nome Tsiolkovsky, l’idea di un bolide a razzo per viaggi interplanetari.
Continuamente gli scienziati russi affermano la loro supremazia nelle nuove scoperte. Forse presto sapremo chi ha inventato per primo l’ombrello e anche la pioggia.
**
Si apprende che l’on. Benedettini ha accettato la presidenza del nuovo Partito del Lavoro. Ancora il nome non è stato definito. Le proposte e i suggerimenti durano da mesi. Qualcuno per questo ha suggerito di dargli nome Partito Nazionale della Fatica. In sigla diventerebbe PNF, che però appare uguale alla sigla del Partito Nazionale Fascista e, anche, potrebbe in sigla essere confuso con una parola popolaresca e volgare.
**
Il ministro Fanfani, annunciando la fine dello sciopero dei gasisti: “Fra un’oretta potremo avere il caffè caldo!”. Era ora. Tutto può mancare, ma il caffè caldo no!
**
Malaparte ha osservato che “tornando in Patria gli esuli antifascisti hanno trovato un’Italia ben differente da quella che avevano lasciato”.
Tra l’altro, quando andarono via lasciarono Malaparte fascista; tornando lo ritrovarono comunista.
**
Al Congresso Liberale:
1. L’on. Bellavista sostiene che non è necessario essere molti, ma buoni. E cita l’esempio delle Termopili.
L’on. Lucifero osserva che “quei trecento eran giovani e forti, ma sono morti.” Ha confuso Leonida con Pisacane.
2. Panfilo Gentile, filosofo e politologo, da par suo sostiene che il partito può essere composto da due persone e adatta a tal fine due versi di Dante: “Libertà vo’ cercando ch’è sì cara come sa chi per lei voti rifiuta.”
L’on. Corbino ha detto che la burocrazia, nell’operazione di distribuzione di generi alimentari, consuma più calorie di quante ne distribuisce”.
**
In Francia, le ballerine hanno proclamato lo sciopero per avere retribuzioni appropriate. Consce però della necessità di tenersi in allenamento, hanno deciso di continuare le prove.
**
Gli addetti agli stabilimenti di Oak Ridge, negli Stati Uniti, hanno proclamato lo sciopero. A Oak Ridge si costruiscono le bombe atomiche. Se lo sciopero sarà accolto, con l’aumento delle paghe, le bombe atomiche costeranno di più.
**
In un affilato paragone con il Partito Liberale, l’on. Bellavista ha ricordato il rasoio del nonno. Dopo la morte del nonno fu necessario sostituire la lama. In seguito a rottura, fu anche sostituito il manico. Ma il rasoio era sempre considerato con rispetto, essendo “quello del nonno”.
**
Risorgimento Liberale, organo del Partito Liberale Italiano, intende rinnovare la sua forma. Le malelingue avversarie ipotizzano che, al posto degli articoli di fondo, appariranno quelli di latifondo.